2° – PRIMO GIOVEDI’ DEL MESE

Di’ in Mio nome 

che a quanti faranno bene la Santa Comunione, 

con sincera umiltà, fervore ed amore 

nei primi sei giovedì consecutivi… 

prometto il Cielo 

INNO EUCARISTICO: Ecce Panis

Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, 

vero pane dei figli: non dev’essere gettato. 

Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte 

nell’Agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. 

Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: 

nutrici e difendici, 

portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. 

Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, 

conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo 

nella gioia dei tuoi santi. Amen. 

DALLA PAROLA DI DIO: 

Discorso nella sinagoga di Cafarnao (Gv 6,48-58) 

«Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». 

DALL’ENCICLICA «ECCLESIA DE EUCHARISTIA» 

16. L’efficacia salvifica del sacrificio si realizza in pienezza quando ci si comunica ricevendo il corpo e il sangue del Signore. Il Sacrificio eucaristico è di per sé orientato all’unione intima di noi fedeli con Cristo attraverso la comunione: riceviamo Lui stesso che si è offerto per noi, il suo corpo che Egli ha consegnato per noi sulla Croce, il suo sangue che ha «versato per molti, in remissione dei peccati» (Mi 26,28). Ricordiamo le sue parole: «Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6,57). E’ Gesù stesso a rassicurarci che una tale unione, da Lui asserita in analogia a quella della vita trinitaria, si realizza veramente. L’Eucaristia è vero banchetto, in cui Cristo si offre come nutrimento. Quando, per la prima volta. Gesù annuncia questo cibo, gli ascoltatori rimangono stupiti e disorientati, costringendo il Maestro a sottolineare la verità oggettiva delle sue parole: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53).
Non si tratta di un alimento metaforico: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). 22. L’incorporazione a Cristo, realizzata attraverso il Battesimo, si rinnova e si consolida continuamente con la partecipazione al Sacrificio eucaristico, soprattutto con la piena partecipazione ad esso che si ha nella comunione sacramentale. Possiamo dire che non soltanto ciascuno di noi riceve Cristo, ma che anche Cristo riceve ciascuno di noi. Egli stringe la sua amicizia con noi: «Voi siete miei amici» (Gi) 15,14). Noi, anzi, viviamo grazie a Lui: «Colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6,57). Nella comunione eucaristica si realizza in modo sublime il «dimorare» l’uno nell’altro di Cristo e del discepolo: «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4). Unendosi a Cristo, il Popolo della nuova Alleanza, lungi dal chiudersi in se stesso, diventa «sacramento» per l’umanità, segno e strumento della salvezza operata da Cristo, luce del mondo e sale della terra (cf Mt 5,13-16) per la redenzione di tutti. La missione della Chiesa è in continuità con quella di Cristo: «Come il Padre ha mandato me, anch’ io mando voi» (Gv 20,21). Perciò dalla perpetuazione nell’Eucaristia del sacrificio della Croce e dalla comunione col corpo e con il sangue di Cristo la Chiesa trae la necessaria forza spirituale per compiere la sua missione. Così l’Eucaristia si pone come fonte e insieme come culmine di tutta l’evangelizzazione, poiché il suo fine è la comunione degli uomini con Cristo e in Lui col Padre e con lo Spirito Santo. 

DALL’ESPERIENZA DELLA BEATA ALEXANDRINA 

NON TI AUMENTERAI MAI PIÙ SULLA TERRA 

Gesù: «Non ti alimenterai mai più sulla terra. Il tuo alimento è la Mia Carne, il tuo sangue è il Mio Divino Sangue,la tua vita è la Mia Vita: da Me la ricevi quando ti alito sopra e ti consolo, quando unisco il Mio Cuore al tuo. Non voglio che usi medicine, eccetto quelle a cui non si possa attribuire alimentazione. Grande è il miracolo della tua vita». 

Con il venerdì santo del 1942, Alexandrina non vivrà più la Passione di Gesù nel corpo e con movimenti esteriori, ma vivrà l’agonia dell’anima e dello spirito condividendo il martirio di Gesù iniziato nel Getsemani. Inizia contemporaneamente per lei una nuova sofferenza legata all’impossibilità di ingerire qualsiasi alimento e bevanda, sofferenza che permarrà per tredici anni, fino al giorno della sua morte avvenuta il 13 ottobre 1955. E l’Eucaristia il suo unico alimento. 

La causa di tale digiuno resterà per un certo tempo misteriosa e sconosciuta fino a che ne viene svelato il senso e l’origine dalla Madonna stessa e da Gesù. Infatti nel giorno dell’ anniversario dell’inizio del digiuno, la Madonna le dice: 

«Figlia mia, vengo a confortarti in questo giorno di anniversario per la liturgia della Santa Chiesa, giorno in cui il Mio Divi n Figlio modificò in te la sua Santa Passione perché continuasse nel profondo e misticamente nascosta; vi aggiunse poi il tuo digiuno, come prova per l’umanità, per chiamarla a sé, al Suo Divin Cuore, mediante tale meraviglia». 

«Figlia mia, le dice Gesù, faccio che tu viva solo di Me, per mostrare al mondo il valore dell’Eucaristia e ciò che è la Mia Vita nelle anime. Sei luce e salvezza per l’umanità: fortunati coloro che si lasciano illuminare!». 

Questa nuova situazione fa provare ad Alexandrina nostalgie fortissime di cibo e di acqua, una fame ed una sete struggenti ed inestinguibili, pur sentendosi contemporaneamente sazia. Ella vive in sé la fame e la sete delle anime che non si nutrono di Dio, e che rischiano quindi di morire, cioè perdersi per sempre, e che lei nutre e salva con la sua sofferenza, fonte di perdono e di Vita. Contemporaneamente conosce misticamente la fame e la sete che Gesù ha delle anime, e cioè il Suo desiderio infinito di salvarle. 

«Io, senza la Grazia Divina, non posso resistere al pensiero di non poter mai più alimentarmi, alla nostalgia di cibo: è un tormento vivissimo che ferisce invisibilmente. Con questo dolore e queste nostalgie posso pensare e sentire più al vivo ciò che sono le Tue nostalgie, Gesù, le ansie e la Tua fame di anime, il dolore che esse ti causano con il loro perdersi…». 

PREGHIERE A GESU’ EUCARISTIA

Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e divinissimo Sacramento. 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 

Ti adoro ogni momento. 

O vivo Pane del cielo, grande Sacramento. 

Adoriamo, o Cristo, il tuo corpo glorioso, nato dalla Vergine Maria; per noi hai voluto soffrire, per noi ti sei fatto vittima sulla croce e dal tuo fianco squarciato hai versato l’acqua e il sangue del nostro riscatto. 

Sii nostro conforto nell’ultimo passaggio e accoglici benigno nella casa del Padre: o Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù, figlio di Maria.

Credo Signore Gesù di essere alla tua presenza. Aumenta la nostra fede. 

Credo Signore Gesù che tu mi parli nel silenzio. 

Apri il mio cuore all’ascolto e alla contemplazione. 

Credo Signore Gesù che tu vuoi guidarmi con la tua Parola. 

Aiutami a conformare la mia vita alle sue esigenze. 

Credo Signore Gesù che tu dall’Eucaristia mi vedi e apri il mio cuore alle necessità dei fratelli. 

Insegnami a pregare per gli altri. 

• Signore, grazie per averci riuniti insieme con te. Grazie, Signore 

• Signore, questo stare insieme ci porti ad amare di più, a crescere come comunità. Grazie, Signore 

• Signore, noi ti ringraziamo per averci concesso di pregarti insieme. Grazie, Signore 

• Signore, tu ci aiuti a fare di tutta la nostra vita una preghiera. Grazie, Signore 

• Signore, per quello che la tua parola ci comunica. Grazie, Signore 

•Signore, ci ricordi che «non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Grazie, Signore 

• Signore, noi ti lodiamo perché ci inviti a cibarti di te. Grazie, Signore

O MIO GESÙ, VIENI AL MIO POVERO CUORE! 

– O mio Gesù, vieni al mio povero cuore! Io ti desidero, non tardare! Vieni ad arricchirmi delle tue grazie, aumenta in me il tuo Santo e Divino amore. Uniscimi a Te, nascondimi nel tuo Sacro Costato; non voglio altro bene se non Te, sospiro solo per Te. 

Ti ringrazio, Eterno Padre, per avermi lasciato Gesù nel Santissimo Sacramento, ti ringrazio, mio Gesù, e infine ti chiedo la tua Santa benedizione. 

Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento. 

(BEATA ALEXANDRINA) 

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