Chiara Amirante: vi spiego come iniziare un percorso di guarigione interiore

CHIARA AMIRANTE

 

Un percorso di guarigione quando si sente di non stare bene con se stessi. Lo individua la fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti” Chiara Amirante nel suo nuovo libro “La guarigione del cuore – Spiritherapy: l’arte di amare e la conoscenza di sé” edito da Piemme.

Chiara offre dei consigli che potrebbero tornare utili a tutti noi per vivere una vita migliore. Ma per poter iniziare un serio cammino di guarigione interiore è davvero di fondamentale importanza che tu trovi del tempo di preghiera, di meditazione e silenzio, per fare verità con te stesso, individuare le esperienze più dolorose che ti hanno segnato in profondità, i messaggi, le ingiunzioni, i divieti, i giudizi più frequenti che hai ricevuto da bambino, che ti hanno ferito e che con il passare del tempo ti hanno condizionato nel perdere quella spontaneità, semplicità, quel saper essere sempre te stesso con chiunque, che ti avevano caratterizzato nel periodo della tua infanzia. La verità ci rende liberi!

La tenebra che diventa Luce

Certo, guardare in verità i tanti eventi più o meno dolorosi della nostra storia è tutt’altro che piacevole. Si tende a evitare di guardare con consapevolezza a ciò che ci ha fatto soffrire. E spesso quando si prende contatto con la sofferenza vissuta, di cui molta rimossa, si ha la forte tentazione di fuggirla o di scoraggiarsi. Potresti sentirti sopraffatto dal dolore, dalla voglia di scappare, dal non sapere cosa fare dinnanzi a delle verità che preferisci non guardare.

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Eppure tutto ciò che è tenebra quando viene alla luce perde la sua forza. È come se un laccio che ci ha imprigionato finalmente si spezzasse. Se poi le zone d’ombra della tua storia le consegni a Colui che è la Luce, con fede che niente è impossibile a Dio, Colui che ci guarisce può davvero trasfigurare ogni ferita, sanare i ricordi, spezzare le mille catene di tante paure paralizzanti che ti hanno tenuto imprigionato.

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Le nostre ferite

Non è sufficiente fare verità sulle ferite che abbiamo subito è altrettanto fondamentale fare verità su quegli atteggiamenti, comportamenti, abitudini non sane che in qualche modo ci caratterizzano e ci portano a ferire, il più delle volte inconsapevolmente, le persone che amiamo e impegnarci a sostituirli.

Se ad esempio siamo narcisisti, oppure irascibili, superbi, sesso-dipendenti, egoisti, insensibili, suscettibili, arrivisti, pigri… metteremo in atto una serie di comportamenti che inevitabilmente ci porteranno a ferire le persone che amiamo. Noi siamo sempre molto attenti a ciò che gli altri fanno o non fanno da cui ci sentiamo feriti, mentre tendiamo a non vedere ciò che noi diciamo e facciamo che ferisce le persone intorno a noi.

Ascoltare chi ci conosce

Fino a che non comprendiamo che tanti dei nostri atteggiamenti, comportamenti, abitudini, feriscono le persone con cui ci relazioniamo, che a loro volta reagiscono ferendoci, ci troviamo intrappolati in un circolo vizioso che ci porta ciclicamente ad allontanarci dalle persone che ci amano e che siamo convinti di amare. Ci riscopriamo così nuovamente soli anche se con mille “amici” sui social.

Per fare l’esperienza della verità che ci guarisce e ci libera dai tanti condizionamenti dovuti alle nostre ferite, non è sufficiente fare verità con noi stessi, abbiamo bisogno di qualcuno che ci conosca bene e che ci ami fino al punto di saperci rivelare quelle verità di noi che non vogliamo sentirci dire perché noi stessi, per mille motivi, non le vogliamo ammettere.

Amore e non rancore

L’individuare le ferite più profonde che abbiamo ricevuto non deve diventare il pretesto per prendercela con le persone che ci hanno ferito e attribuire a loro la “colpa” di tanti nostri malesseri. Al contrario deve aiutarci a riacquistare consapevolezza di come alcune nostre reazioni e malesseri siano condizionati da queste ferite e proprio per questo noi abbiamo la possibilità di decidere di reagire diversamente rispetto ai tanti eventi che viviamo.

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L’amore è fondamentale per sanare le tante ferite ancestrali che abbiamo ricevuto nell’infanzia e quelle che ogni giorno riceviamo. Molte volte però, magari inconsapevolmente, continuiamo a serbare rancore nei confronti delle persone che ci hanno ferito e non ci rendiamo conto che ogni volta che permettiamo al rancore di abitare in noi ci avvelena lentamente fino a renderci incapaci di donare e ricevere amore.

Il perdono

Il perdono è un grande dono che facciamo a chi ci ha ferito ma prima di tutto a noi stessi. Sì, perché il perdono è un potentissimo balsamo di guarigione capace di raggiungere la profondità delle ferite più dolorose e sanarle. Il perdono non solo sana la frattura che si è creata con gli altri, permettendoci di riconciliarci con chi ci ha ferito, ma rimargina anche la ferita presente nel nostro cuore che, con il veleno del rancore, rischia di diventare sempre più “infetta” e di “incancrenirsi”.

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6 Siete più resistenti al dolore o a ciò che vi infastidisceI momenti difficili non sembrano tanto negativi se vengono vissuti con quella persona. Si è in grado di tollerare anche le cose che infastidiscono e si è pronti a perdonare e ad andare avanti.

Certamente è difficile perdonare chi in qualche modo ci ha causato una terribile sofferenza, ma solo se troveremo il coraggio di farlo, quella ferita si potrà rimarginare e finalmente il nostro dolore potrà diminuire fino a sparire del tutto. Il perdono è l’unico antidoto efficace contro il veleno del rancore, lo neutralizza e sana il cuore.

Il veleno nell’anima

Dio è infinita misericordia e ci rende nuovi con il suo Amore, con il sacramento della riconciliazione, ma se noi siamo i primi a non perdonarci, quel sottile rancore che conserviamo nei nostri confronti continuerà ad avvelenare la nostra anima, indurirà il nostro cuore, lo renderà incapace di lasciarsi raggiungere dalla Misericordia di Dio dall’amore degli altri e ci “ammaleremo” nell’anima.

L’aiuto della preghiera

La preghiera è un aiuto unico per potere avere la luce necessaria per riconoscere le tante persone che ancora non abbiamo perdonato, i tanti errori, difetti, debolezze, che non ci siamo perdonati, le tante ferite che noi abbiamo inferto agli altri, magari più o meno inconsapevolmente. La preghiera non solo ci dona discernimento per guardare a noi stessi, alla nostra storia, agli altri in verità, ma ci dona anche la forza necessaria per riuscire a perdonare ciò che ci ha segnato in profondità e che ancora facciamo fatica a riconoscere e ad accettare.

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L’aiuto della gratitudine

Un altro potente balsamo per le ferite del cuore è la gratitudine. Purtroppo siamo sempre più ego-centrati perché ci nutriamo continuamente di narcisismo, consumismo, edonismo, egoismo, indifferenza. Cresciamo nella società del «tutto subito», «il mondo ruota intorno a me», «tutto mi è dovuto», e quasi non siamo più né abituati, né capaci, di gratitudine. Non sappiamo essere riconoscenti, né tanto meno sappiamo dire grazie di cuore.

Se è molto utile dedicare ogni giorno del tempo alla preghiera di ringraziamento, (nel caso che non si abbia il dono della fede a essere riconoscenti per tutte le cose belle che la vita ci regala), è altrettanto importante imparare a guardare il positivo delle tante persone con cui ci relazioniamo e ringraziarle per le cose belle che fanno, per le loro caratteristiche positive, crescere nella stima reciproca.

Non accontentarti di chiedere perdono e di perdonare ma ringrazia anche per le tante cose belle che gli altri, anche le persone che ti hanno ferito, in passato hanno fatto per te. Imparare a dire grazie, a focalizzare lo sguardo sul positivo invece che sul negativo. È un grande aiuto per custodire relazioni significative e per non permettere agli errori che tutti facciamo nel rapportarci agli altri, di dividerci dalle persone a cui vogliamo bene e che a loro volta ci vogliono bene (anche se non sempre sono in grado di dimostrarcelo così come noi desidereremmo).

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