Arrivando in pellegrinaggio a Medjugorje nelle feste natalizie (1-4 gennaio 1993) desta grande im­pressione trovare, piu che altro, autoblinde e mezzi militari deli’ONU, camionette degli osservatori CEE e molti furgoni con la scrina “Caritas”, quasi esclusivamente italiani.

Si sente e si vede, anche a Medjugorje, l’aria della guerra. Dire che lì è tutto tranquillo, tutto come prima, è una grande bugia. Non ci sono pericoli, questo sì, ed anche la strada da Spa­lato è assolutamente sicura, ma c’è il peso del fatto che quello è un paese in guerra civile, dove cioè i compagni di ieri oggi si ammaz­zano a vicenda.

Nessuno può dire che è come prima: il villaggio dei bungalows è diventato la caser­ma del contingente ONU, circondato di filo spinato e munito di torrette con mitragjiatrici su ogni lato. Più della metà dei negozi e dei ristoranti è chiusa e abbandonata; alla sera scatta il coprifuoco die impedisce di salire sul Podbrdo o sul Krizevac, dove si può andare solo di giorno.

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medjugorje_1981

Circola pochissima gente; il sagrato della chiesa, che tutti ci ricordiamo come luogo di ritrovo e punto di raduno di tutti i pellegrini, per molte ore della giornata è assolutamente deserto. Da qualche tempo si intensificano i pellegrinaggi, ma il numero di persone è molto più piccolo rispetto a tre o quattro anni fa.

Ogni tanto si sente qualche tonfo sordo di mortaio provenire, in lontananza, dalla dire­zione di Mostar. No, non si può far finta di niente e dire: “Medjugorje è tutto normale!’’

Ma questo, a ben vedere, che cosa cam­bia? Meaj. rimane l’unico posto al mondo dove la Madonna ha abitato per 12 anni, e abita tuttora, anche con il Suo corpo. Questo è il centro e il cuore di tutto quello che potremmo dire su Medj.

Lo abbiamo ripetuto già tante volte, ma adesso diventa ancora più evidente: le opere degli uomini, in questo posto, sono cadute tutte.

A Medjugorje non c’è assolutamente nulla da fare o da vedere al di fuori della possibilità di incontrare la Madonna. Certo, nella parroc­chia si tenta di fare qualcosa per i pellegrini. Ma il livello degno di Medjugorje è un altro: è dato dallo Spirito cne Maria ottiene con la Sua presenza, è nei messaggi.

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Se Medjugorje è stata risparmiata dalla guerra è soltanto perchè, nella Sua misteriosa bontà, Maria ha voluto salvaguardare questo villaggio. Tutto dipen­de dalla Madonna e da come la si ascolta; il disastro più grande per noi è mettere Maria sullo stesso piano delle cose o delle persone.

A Medjugorje è rimasta solo Maria.

Medjugorje, resta un luogo unico al mondo, il centro delle nostre rinascite spirituali, della rinascita della Chiesa e dell’umanità. Noi non abbiamo fatto nulla per meritare il dono più grande mai avuto dalla Chiesa: 12 anni di apparizioni quotidiane della Vergine.

Pos­siamo però passare alla storia come la gene­razione del grande rifiuto, dell’opposizione alla Madonna. Questa è la nostra responsabi­lità!

Dal messaggio del 28.1.87: In qualunque luogo io vada ed è con me pure mio Figlio là mi raggiunge anche satana. Voi avete per­messo, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse. Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate…

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Fonte: Eco di Medjugorje, N.ro 109 Gennaio- Febbraio 1994