Monte Gargano: un cavaliere bianco appare al vescovo. E’ San Michele

L’Arcangelo sarà infine soddisfatto? Non ancora. Una terza volta, il Principe dei Serafini appare, per spiegare al vescovo che egli non deve complicarsi la vita: lui, Michele, quando ha eletto il monte Gargano per santuario privilegiato, ha consacrato la grotta. La risposta di papa Gelasio, comunque, sarà favorevole e, molto presto, sul monte Gargano divenuto Monte Sant’Angelo (la montagna del Santo Angelo) comincia ad innalzarsi, al di sopra della grotta, la Basilica celeste.

La chiesa di San Michele

Tutta la cristianità, anche il Basileus Zenone, che invia i più bei marmi di Costantinopoli, va a contribuire ad edificare e decorare la chiesa di san Michele. Senza mettere minimamente in dubbio la storicità delle apparizioni del monte Gargano, la storia, così come la Tradizione e la leggenda aurea l’hanno trasmessa, richiama alcune osservazioni. La grotta dove il personaggio conosciuto sotto il nome di Garganus ritrova il suo toro fuggito non era certamente un sito neutro, ma un luogo di culto pagano estremamente antico che il vescovo di Sipontium aveva ogni interesse a cristianizzare. Poiché è una divinità pagana, ed anche probabilmente due idoli pagani, il cui culto e gli attributi sono identici a quelli di Michele. Si tratta in entrambi i casi di un dio solare e guerriero: Mitra ed Apollo.

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Il successo del santuario

Il santuario del monte Gargano è promesso ad un futuro trionfale. Lungo tutto il Medio Evo, i pellegrini illustri si succedono nella Basilica celeste. Sono i papi, Gelasio I, Agapito I (morto nel 536), San Gregorio Magno, San Celestino V, fino ad Urbano VI (morto nel 1389, bisogna poi aspettare il pontificato di san Giovanni Paolo II per rivedere un papa al monte Gargano). I principi, dagli imperatori germanici fino a Carlo I d’Angiò e Ferdinando il Cattolico; i Santi, Bernardo di Chiaravalle, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino, Brigida di Svezia, Francesco da Paola... Al momento del suo pellegrinaggio nel 1221, il Poverello di Assisi  non si giudicherà degno di entrare nel santuario e passerà la notte in preghiera sulla soglia.

SANKTUARIUM NA GARGANO

fot. Stefan Czerniecki

L’apparizione del 1656

Ma sono soprattutto i re Longobardi, poi i Normanni d’Italia, ed i Crociati che daranno a monte Sant’Angelo tutta la sua gloria, e renderanno popolare san Michele attraverso l’Europa. Nell’anno 1656 la peste nera miete numerose vittime nel Regno di Napoli e  anche sul Gargano.  L’arcivescovo Alfonso Puccinelli indice preghiere e digiuni e invoca l’aiuto dell’Arcangelo, che gli appare il 25 settembre 1656 e gli dice: “Io sono l’Arcangelo Michele! Chiunque adopererà i sassi di questa Grotta, sarà liberato dalla peste”. Il vescovo grida al miracolo. Il popolo prende i sassolini e la peste scompare.

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Dal 25 giugno 2011 il Santuario garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo nelle Puglie che il principe degli Angeli scelse e consacrò di sua mano perché fosse per tutti luogo di pace e di perdono, “Casa di Dio e Porta del cielo”, per decisione dell’apposito Comitato è divenuto patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

 

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