Notre-Dame de Paris: una struttura che aveva resistito a mille peripezie

a resistito a tutte le guerre ed era una delle più belle prove dell’architettura gotica di Francia. La cattedrale Notre-Dame de Paris è stata vittima di un violento incendio stasera, lunedì 15 aprile, verso le 18:50. Il fuoco s’è diffuso a partire dalla guglia, lì dove da qualche giorno erano cominciati dei lavori, e si è diffuso su tutta la volta sovrastante la navata.

Capriate che risalgono al XIII secolo

La struttura di Notre-Dame era una delle più antiche della capitale, insieme con quella di Saint-Pierre de Montmartre (1147). La sua volta in legno, chiamata vezzeggiativamente “la foresta” in ragione della quantità di travi che sono state necessarie alla realizzazione, destava ammirazione universale. Le sue dimensioni sono gigantesche: 100 metri di lunghezza, 13 metri di larghezza nella navata, 40 nel transetto, il tutto per 10 metri di altezza.

La gran parte della struttura attuale risale al XIII secolo. Una testimonianza unica e rara, in Francia, quando si sa che numerose capriate sono spesso finite in cenere in numerosi incendi. Ma Notre-Dame ha certamente conosciuto un incendio durante i primi secoli dalla sua costruzione. Infatti nel coro sono stati riutilizzate nella nuova volta del XIII alcune travi più antiche, abbattute all’incirca fra il 1160-1170. Alcuni elementi di legno potrebbero risalire anche al IX secolo! Se le capriate del coro e della navata hanno attraversato i secoli, quelle del transetto sono state rifatte a metà del XIX secolo durante la campagna di restauro di Viollet-le-Duc.

La guglia distrutta

La guglia, alta 93 metri, è implosa intorno alle 20. Era del XIX secolo ed era stata ricostruita da Viollet-le-Duc. La primissima guglia della cattedrale era stata costruita verso il 1250, sopra l’incrocio del transetto. Fino al XVII secolo portava cinque campane, ma è stata smontata fra il 1786 e il 1792.

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La Corona di spine di Cristo

All’interno della Cattedrale, delle numerose reliquie custodite dall’Arcidiocesi di Parigi. Un vero e proprio tesoro, non solo per il valore, ma anche dal punto di vista simbolico e religioso. Quelle più importanti, la Corona di spine di Gesù (un cerchio intrecciato tenuto assieme da un filo d’oro con 70 spine attaccate) e un pezzo della Vera Croce su cui Gesù fu crocifisso, che erano peraltro alcuni degli oggetti più venerati e di cui ora non si conosce ancora il destino.

Nella cattedrale, costruita 850 anni fa, si trovano tutte le reliquie della passione di Gesù Cristo acquisite dalla monarchia francese nel Medioevo e conservate dall’arcidiocesi di Parigi. Oltre alla corona e al pezzo di Croce, tutta la cappella è un immenso reliquiario, contenente anche quelle della Vergine Maria, la Santa Lancia, la Spugna e il Mandylion, una supposta immagine di Cristo.

Il tesoro della Sainte-Chapelle

Questo tesoro venne acquistato da re Luigi IX da Baldovino II di Costantinopoli nel lontano 1238 e per secoli custodito nella Sainte-Chapelle. Fino alla Rivoluzione, il Tesoro era considerato apertamente come una possibile riserva di denaro per i periodi di crisi a disposizione dei sovrani i quali vi attingevano in caso di epidemie, carestie, guerre straniere e guerre civili.

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Su espressa richiesta del Re o su sua richiesta, queste reliquie venivano fuse per ricavarne denaro: scomparve così il reliquiario di vermeil di Saint Simeon e Saint Andrew offerto da Philippe-Auguste, la statuetta di Saint Denis decorata con zaffiri e perle con le armi di Isabeau di Baviera venduta dal 1429, il busto d’oro di Saint Agnese decorato con un ricco zaffiro circondato da otto pietre preziose e recante un ramo d’oro.

E sono soltanto alcuni esempi perché nei secoli furono molti gli oggetti prelevati e portati alla Zecca per essere fusi: candelieri d’oro, la corona di San Filippo ricoperta di pietre preziose e lampade d’argento. Poi la Rivoluzione francese nazionalizzò i beni della Chiesa, ordinandone la confisca: a quel punto il Tesoro scomparve e con alterne vicende durante la Restaurazione venne ricreato (anche grazie alle donazioni di Napoleone).

A mano a mano, Notre Dame ha avuto in regalo moltissimi oggetti preziosi, il cui valore dipende anche dal contesto storico: impossibile riprodurre oggetti di valore irripetibile. Anche per questo motivo, la giornata di oggi sarà difficile da dimenticare.

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[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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