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Come ha giustamente ricordato Alfredo Mantovano commentando su questo giornale il Messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, i documenti ecclesiali vanno sempre letti alla luce degli interventi precedenti del magistero sullo stesso argomento. Potrebbe allora non essere inutile rileggere alcuni passaggi dell’esortazione apostolica post sinodale Ecclesia in Europa, pubblicata il 28 giugno 2003.

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Roma. “Tutto fa credere che le apparizioni saranno riconosciute, forse entro la fine di quest’anno”. Le apparizioni in questione sono quelle della Madonna a Medjugorje che ininterrottamente procedono dal 1981, e a parlare così a un’agenzia cattolica polacca è stato l’arcivescovo Henryk Hoser, l’inviato speciale che Francesco ha mandato lo scorso inverno in Bosnia con compiti “esclusivamente pastorali”. Continua a leggere

 

Il Signore fa ai suoi una promessa formale: “Quando … v’avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi (Giov. 14:2,3).

Nel rapimento in cielo di Eioc e di Ela “Gen. 5:24; Ebr. 11’5 2 Re 2 11” come nell’ascensione di Gesù Cristo (Atti 1:9.10).
Vediamo l’annunzio di quello che avverrà alla Chiesa alla fine dei tempi.
Allora al tempo fissato da Dio, il Signore stesso … scenderà dal cielo e i morti in Cristo risusciteranno i primi poi noi viventi che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro sulle nuvole a incontrare il Signore nell’ aria; e saremo sempre col Signore (1 Tess. 4 /17). Continua a leggere

 

Padre Carmelo, sei stato due anni a Medjugorje: come hai avuto questa possibilità, cosa ha significato e cosa significa per te questa esperienza?

Devo dire che sono stato a Medj per una chiamata della Madonna, che si è servita di un articoletto proprio sull’Eco di Maria Regina della Pace che diceva che non c’era un sacerdote italiano che badasse ai pellegrini di lingua italiana. Questa l’ho sentita proprio come una chiamata nel fondo del mio cuore. Ho chiesto alla Madonna che mi des-se un segno per capire se veramente questa fosse una sua chiamata: che mi desse un biglietto per andarci e che provvedesse al soggiorno. Di lì a poco è avvenuto proprio così, perché ero a cena da amici, e uno di loro ha detto che aveva un biglietto in più per andare a Medj e lo voleva dare a qualcuno… Andando poi a Medj ho chiesto discernimento a p. Slavko che mi ha confermato che la Madonna mi chiamava a stare lì per comprendere i progetti di Dio. Continua a leggere

 

Cari figli! Oggi vi invito ad essere uomini di preghiera. Pregate fino a quando la preghiera diventi per voi gioia e incontro con l’Altissimo. Lui trasformerà il vostro cuore e voi diventerete uomini d’amore e di pace. Figlioli, non dimenticate che satana è forte e vuole distogliervi dalla preghiera. Voi, non dimenticate che la preghiera è la chiave segreta dell’incontro con Dio. Per questo sono con voi, per guidarvi. Non desistete dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

Gli angeli delle tenebre esistono

Fin da piccola, grazie ai miei genitori, ho avuto il dono della Fede. Fede che ho coltivato frequentando la Chiesa e partecipando ad incontri spirituali. Tutto questo fino all’età di vent’anni. Da quel momento scelte sbagliate mi hanno fatto fare esperienze negative che mi portarono a fare la conoscenza degli angeli delle tenebre.

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Cosa non avrei dato perché una sola persona mi dicesse “Non sono d’accordo con la tua decisione, ma nonostante questo ti voglio bene e sarò qui per aiutarti a risollevarti”!

Come aiutare un amico quando ci dice che vuole divorziare? Non lasciandolo mai solo e agendo come ci ha insegnato Gesù, con misericordia, aborrendo il peccato ma amando profondamente il peccatore. Possiamo non essere d’accordo con la decisione che vuole prendere. Anzi, di fronte a Dio non possiamo sostenere un divorzio in quanto tale, ma questo non ci impedisce di provare un’enorme compassione per quella persona e di accompagnarla con amore, spesso solo in modo spirituale attraverso le nostre preghiere.

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E quando ce lo permette e ce lo chiede attraverso saggi consigli che l’avvicinino a Dio e al perdono. È una linea molto sottile e quasi impercettibile, ed è per questo che bisogna chiedere un grande discernimento allo Spirito Santo per saper mostrare sostegno e amore all’amico facendo in modo che non sembri comunque che appoggiamo la sua decisione.

La meravigliosa definizione di Aristotele dice tutto: amare è cercare il bene dell’altro in quanto altro. È vero, se ci riteniamo sul serio suoi amici e vogliamo solo il suo bene non possiamo sostenere che si prenda una decisione che offende innanzitutto Dio e che alla lunga – o a breve termine – porterà ancora più problemi, non solo alla coppia, ma anche ai figli. Una decisione in cui lo spirito soffrirà molto e l’anima sarà a rischio, anche se in quel momento la persona può non rendersene conto.

Dall’altro lato, gli amici devono capire che il divorzio è il risultato di molti, moltissimi fattori, quasi sempre ferite emotive non guarite. Ciò significa che ci portiamo dietro un’anima mutilata da quando siamo bambini, e ovviamente nel matrimonio esplode come dinamite e rende la vita del coniuge assai difficile, con infedeltà, maltrattamenti, eccetera. Ovviamente l’altro desidera solo uscire da un rapporto del genere e opta per il divorzio perché non ha scoperto che la grazia del sacramento fa miracoli quando sappiamo farvi ricorso.

Anni fa, per un caso del destino è apparso sul mio navigatore “certificati come coach di divorzio”.
All’epoca, anche se ero divorziata da mio marito c’era qualcosa dentro di me per la quale non volevo sostenere nessuno che divorziasse, anzi, gli chiedevo di non stancarsi di lottare e di non seguire il mio esempio.

Pensai: “E allora perché voglio prendere questo certificato se un coach di divorzio dà strumenti per portare a termine questo processo? E poi questo programma è carissimo”. Nella preghiera ho trovato la risposta: non voglio che nessuno sperimenti quello che ho sofferto io per mia decisione. Almeno le persone che si rivolgeranno a me non si sentiranno sole, e donerò loro ciò che a me è stato negato: amore, misericordia e compassione.

Il divorzio, nella scala dei lutti, è il numero 2 dopo la perdita di un figlio. La cosa più triste è che in genere questo processo si vive nella solitudine, e spesso nell’abbandono.

Ancora oggi ho sulla pelle la sensazione di impazzire, di non voler vivere più. Poco tempo fa ho trovato il diario che ho scritto in quel periodo, e se sono ancora viva è perché ho senz’altro una grande missione. Mi risulta difficile poter descrivere i sentimenti, quasi tutti negativi, che sperimentavo mentre passavo per il mio processo di divorzio. Era un miscuglio di solitudine, delusione e disperazione.

L’incomprensione della gente, i suoi giudizi azzardati, le critiche nei miei confronti… Persone che si dicevano molto vicine a Dio arrivavano a casa mia senza avvisare per dirmi che ero uno scandalo morale e trattandomi senza alcun tatto né carità, letteralmente come un’appestata. Peggio ancora, senza offrirmi un minimo sostegno per uscire dall’abisso nel quale ero immersa. Le cosiddette amiche mi davano le spalle…

Cos’avrei dato per trovare un abbraccio pieno d’amore, senza giudizi, solo amore! Una sola persona che mi dicesse “Non sono d’accordo con la tua decisione, ma nonostante questo ti voglio bene e sarò qui per aiutarti a risollevarti”!

Perché sapete una cosa? Il fratello caduto non si lapida né si prende a calci. Gli si tende la mano perché si rialzi. E se non sa o non è pronto a prendere la nostra mano in quel momento e a risollevarsi, si aspetta pazientemente che lo sia, sempre con la mano tesa, e si continua ad accompagnare, spesso a distanza, ma non lo si lascia mai solo in una crisi.

 

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Carissimi, ecco quanto Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera,

 venerdì 18 agosto 2017, alla croce blu alle ore 22:00:

 «Come ogni giorno, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere un po’ anche a voi le cose più importanti dell’incontro di stasera. La Madonna oggi è venuta a noi molto gioiosa e felice. 

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