Coronavirus. Chiude anche la Basilica della Natività a Betlemme

La Basilica della Natività a Betlemme

L’emergenza coronavirus continua ad allargarsi. Le autorità palestinesi, su indicazione del ministero della Sanità locale, hanno stabilito dopo la scoperta di 4 sospetti casi di coronavirus in un albergo nella zona di Betlemme la chiusura di tutte le chiese e le moschee per i prossimi 14 giorni nel governatorato di Betlemme e Gerico. La disposizione riguarda – ed è stato confermato dalla Custodia di Terra Santa – anche la Basilica della Natività. Imposto anche il generale divieto di ingresso a Betlemme e a Gerico delle comitive di turisti e l’annullamento delle prenotazioni negli alberghi.

Negli Usa, intanto, la California ha dichiarato lo stato di emergenza, dopo aver registrato il primo morto a causa del virus. La decisione è stata presa mentre il numero delle vittime negli Stati Uniti è arrivato a 11. Una nave da crociera con migliaia di persone a bordo è stata bloccata ieri sera davanti alle coste californiane dopo che alcuni passeggeri e membri dell’equipaggio hanno mostrato sintomi del coronavirus. Le autorità hanno ritardato il rientro nel porto di San Francisco della Grand Princess proveniente dalle Hawaii per effettuare i test sulle persone sospettate di avere contratto il virus.

Un passeggero all'aeroporto di Hong Kong

Un passeggero all’aeroporto di Hong Kong – Reuters

La Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato fondi supplementari per fronteggiare l’epidemia per 8,3 miliardi di dollari. La misura è passata con una maggioranza schiacciante, 415 favorevoli e 2 contrari. Il Senato dovrebbe adottare il provvedimento la prossima settimana. Lo stanziamento è tre volte superiore a quanto richiesto dalla Casa Bianca, ovvero 2,5 miliardi di dollari. Il vicepresidente Mike Pence resta però cauto. “Il rischio in America di contrarre il coronavirus resta basso se si è in buona salute”, ha detto Pence, sottolineando come non ci sia bisogno per gli americani di comprare le mascherine. “Bastano le pratiche di buon senso”, ha detto, ribadendo come sono partiti i controlli all’imbarco dagli aeroporti esteri che si trovano nelle aree a rischio.

In Corea del Sud intanto i contagi hanno superato quota 6.000, attestandosi a 6.088. La parte più critica fa capo alla città di Daegu, mentre da ultimo è stato individuato nelle sue vicinanze un terzo potenziale focolaio in una zona che è stata subito designata “area di attenzione speciale”.

In Germania i contagi sono arrivati a 349, il maggior numero dei quali, 175, è stato registrato in Renania settentrionale-Vestfalia, 65 nel Baden-Württemberg e 52 in Baviera. In Francia i casi sono 285, mentre il bilancio dei morti resta a 4, con 15 pazienti in rianimazione. “Qualunque sia lo scenario non è previsto di chiudere le scuole e le università”, ha detto ieri il ministro francese dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer.

 

Fonte      Avvenire

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