Eutanasia in Spagna: mons. Gil Tamayo (vescovi), “monumento all’assenza di solidarietà”

Il Partito socialista spagnolo ha presentato ieri una proposta di legge per inserire l’eutanasia tra i servizi erogati dal Sistema sanitario, permettendo l’assistenza per “una morte dignitosa” a chi è colpito da malattia o sofferenza che rende insostenibile la vita, non necessariamente terminale. La proposta è “un monumento all’assenza di solidarietà”, è un “corridoio per la morte volontaria” e promuove “un falso diritto” che si vuole “introdurre in modo artificiale nella società spagnola”. È il commento del portavoce e segretario della Conferenza episcopale, mons. José Maria Gil Tamayo. “È terribile” questa “pretesa di legalizzare il suicidio in Spagna”, ha affermato mons. Gil Tamayo, secondo il quale le situazioni di malattia grave sono da accompagnare con “le migliori cure palliative” nel “rispetto del diritto inalienabile delle persone alla vita”. Critico anche il Forum delle famiglie: la proposta di legge “è la conseguenza della riduzione della famiglia a forme di convivenza in cui l’interesse particolare di ciascuno prevale sul tutto; puzza di egoismo il voler eliminare coloro che ‘disturbano’ e di risparmio sui costi che questo tipo di persone comportano”, ha dichiarato il presidente Ignacio García-Juliá. “In Spagna abbiamo eccellenti servizi di cure palliative e ci sono programmi pionieristici per pazienti cronici” ha sottolineato García-Juliá: “Si tratta di eliminare la sofferenza delle persone, non le persone che soffrono”.

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