Medjugorje – testimonianza di Gabriella

Scritto da Gabriella Massarotti 

( Storia vera di un pellegrinaggio dal 31 Ottobre al 4 Novembre 2005)

E’ successo in una sera di fine estate, a casa di due colleghi, Simonetta e Mario. Mi hanno proposto di andare in pellegrinaggio a Medjugorje. Sapevano che la Madonna avrebbe dato un messaggio il 2 Novembre a Mirijana, una dei sei veggenti. Quella data mi ha fatto scattare un immediato bisogno di aderire all’invito, perché ci ho visto un collegamento, non casuale, con il compleanno (il giorno commemorativo dei defunti) di mia nonna materna, Ines, defunta, alla quale sono stata molto legata, e ho ipotizzato un eventuale messaggio per me da parte sua, tramite la Madonna. Non sono mai stata particolarmente devota alla Vergine Maria, anche se riconosco che dopo la mia “conversione”, avvenuta nell’estate 1999, a seguito di chiari segnali avuti dal Cielo, nel convento della Romita di Cesi (Terni), la mia vita è cambiata. Nel 2004 mi sono recata in pellegrinaggio a Fatima e da qualche anno frequento quasi giornalmente un santuario mariano, Santa Maria delle Grazie, a Ponte della Pietra, una frazione di Perugia. Conoscevo da anni la storia dei veggenti di Medjugorje, il silenzio della Chiesa in merito, avevo letto, sui siti internet dedicati, i messaggi della Madonna, ma non mi era mai sorta l’urgenza di andare lì. Il mio bisogno si è caricato di aspettative.
La mia attesa non è stata delusa. Questa che mi appresto a scrivere, contiene, oltre la descrizione dei luoghi visitati e dei fatti accaduti, la narrazione di un evento di cui sono stata protagonista, come attrice prescelta direttamente da Lei. Ciascuno di noi è chiamato e deve assolvere ad un compito speciale. Una sorprendente testimonianza, (magari lo è solo per me e, in ogni modo, non sono io che lo devo dire) così vera nella sua semplicità, così semplice nella sua verità, che ritengo decisivo trasmettere agli altri, ma soprattutto a coloro che ancora non conoscono l’amore di Dio, al fine della loro conversione.

Il 31 Ottobre partiamo con un pullman da Perugia e arriviamo ad Ancona, dove ci imbarcheremo per la Croazia.
Siamo trentuno partecipanti. Ci conosciamo a poco a poco. Il pellegrinaggio è stato organizzato da due sposi, Giuliano e Francesca, i quali hanno adottato un ragazzo, Francesco, che, dopo qualche anno, è rimasto vittima di un brutto incidente d’auto ed ora è immobilizzato su una carrozzella. E’ per desiderio di Francesco che si è potuto realizzare l’incontro. Il gruppo è condotto da Lia, la vedova di un primario chirurgo Vittorio, presso l’Ospedale Policlinico di Perugia, figura di medico cattolico onesto e di uomo caritatevole e integerrimo, con processo canonico in corso di beatificazione, da parte della Chiesa. Lia, dopo la morte del marito, sta portando avanti una “comunità” dove fa da mamma a dieci ragazzi orfani e/o diversamente abili. Inizia il nostro pellegrinaggio e Lia conduce i salmi, le preghiere, il rosario e i canti alla Vergine.
E’ bravissima, una donna veramente speciale. La sua voce un po’ roca e pacata, e il suo tono così tranquillo, mistico e convincente, è musica alle nostre orecchie.
Arriviamo al porto di Ancona alle 17,30. E’ ormai buio. Le operazioni di imbarco sono lente. Poi ci assegnano le cabine e si va a cena nella sala da pranzo, a bordo e al coperto. Si parte alle 20,00. La nave inizia la traversata durante la cena. Dopo cena ci riuniamo tutti in gruppo in sala passeggeri e ciascuno si presenta agli altri e dice qualcosa di sé, delle motivazioni del viaggio, delle proprie aspettative, ecc. 
Ciascuno di noi ha una storia da esporre e una croce da sopportare, c’è chi la racconta e chi magari non si esprime troppo, ma ne porta comunque visibilmente i segni. Quanti visi che troppo hanno pianto, quanta sofferenza malcelata! “Non è un caso che siamo qui” ci dice Lia, ma siamo stati chiamati uno ad uno, per un progetto preciso su ciascuno di noi. Che magari ancora non conosciamo, ma che si appaleserà, pian piano, passo dopo passo, con l’attrattiva irresistibile che sa esercitare la Santa Vergine e con l’estrema delicatezza con la quale solo un Essere divino sa invitarci a seguirlo, nella piena libertà di voler procedere o no. Non siamo obbligati a scoprire qual è il nostro compito, ma se la nostra disponibilità, docilità ed apertura al progetto divino ce lo consente, potremmo realizzare in esso uno stato di beatitudine e di appagamento tale che ci libera dall’angoscia della ricerca e ci fa comprendere il mistero profondo del dono (di sé) e dell’essenza dell’ “ancella domini.”
Mi sovviene, a proposito, l’invocazione contenuta in un salmo, credo: “Sii Tu lanterna ai miei passi” che rende bene l’idea della vita come cammino oscuro rischiarato, ma solo per la misura di un passo, dalla fiaccola della Parola.
Impieghiamo tutta la notte per la traversata dell’Adriatico. Alle 7,00 arriviamo in Croazia, a Spalato (Split) e si sbarca.
E’ il primo di Novembre, giorno di Ognissanti. La giornata è meravigliosa, fa molto caldo, l’effetto climatizzante del mare è evidente. La città è piena di costruzioni moderne ma anche più vecchie, in pietra bianca. L’aspetto è più trascurato e meno ricco delle nostre città, ma ha un suo fascino decadente.
La costa è stupenda, ricca di scogliere, e di piante mediterranee e marittime tra cui pini d’aleppo ed olivi. Il paesaggio è assai variegato e selvaggio. Proseguiamo per la costa fino alla città di Makaska. Ci fermiamo prima ad un rifacimento della “grotta di Lourdes”, sui monti del Biokovo. 
Poi, dopo esserci arrampicati sulla cresta delle montagne degradanti nel mare, si devìa al bivio per Zagabria e ci s’interna per Medjugorje. Durante la strada abbiamo il piacere di osservare i cimiteri del luogo, semplici, con tombe e lapidi collocate direttamente sulla terra e croci, tutte piene di lumi, stracariche di fiori variopinti e crisantemi, per la solenne occasione della festa dei defunti, primo di Novembre. Traspare una devozione del popolo enorme e sentita.
Si deve attraversare il confine della “Republika Hrvatska” (Croazia), per entrare in Bosnia Erzegovina. 
Finalmente si arriva al bivio per Medjugorje. Il paese è in espansione, ci sono nuove abitazioni, alberghetti e zone di artigiani, oltre ai negozietti di souvenir. La chiesa, dedicata (non a caso, chissà) a San Giacomo maggiore, l’apostolo pellegrino, ha due campanili gemelli sulla facciata frontale, come le grandi cattedrali gotiche. E’ molto grande, ma ormai è inadeguata per le migliaia di pellegrini che giungono qui; per questo sull’estesissima piazza che la circonda, è stato costruito un grande “gazebo”, per le celebrazioni all’aperto.
Alle 12,00 arriviamo al paese di Biokovic, ove risiedono alcuni veggenti, presso i quali saremo ospitati. 
Io con l’autista, il fratello di Lia e un ragazzo del gruppo, siamo alloggiati a casa di Ivan un altro veggente che ora vive a Boston, avendo sposato un’americana. Mirjana ci viene incontro con semplicità.. E’ molto bella, alta, bionda, slanciata.
Pranziamo tutti insieme, a casa sua, allargata e modificata un po’ ogni anno, per le nuove esigenze d’accoglienza dei pellegrini. Dopo pranzo, alle 13,00 lei ci aspetta all’aperto, di fronte al cancello che delimita il giardino della sua casa. E’ ripresa da una telecamera, così avremo la testimonianza su DVD del nostro incontro. All’inizio, ci racconta della sua esperienza (ripetuta ormai infinitesime volte ai gruppi di pellegrini) e poi c’invita a farle domande. E’ veramente così bella e incantevole, dotata di grande equilibrio, così calma quando parla. Ci racconta dei suoi incontri con la Madonna (Gospa, la Signora, come la chiamano loro), sin dal primo incontro, a giugno del 1981, quando, sedicenne, si trovava a Biokovic a trascorrere qui dai nonni alcune settimane, d’estate. Ci racconta che ognuno di loro (veggenti) è stato destinato ad una “missione speciale”.
La sua missione speciale è quella di pregare per i non credenti, o meglio per” coloro che ancora non hanno conosciuto l’amore di Dio”. C’è poi Ivanka, altra veggente prega per i malati e per la famiglia, e Jakov (il più piccolo, aveva nove anni nel 1981!) prega per i malati. Loro tre, hanno ricevuto tutti i dieci segreti e da allora la Madonna appare loro, una volta l’anno. Gli altri veggenti, rispettivamente: Vicka (prega per i giovani e per i sacerdoti), Marja (per le anime del purgatorio) e Ivan (per i malati), continuano a vedere ogni giorno la Madonna, conoscono nove segreti. Gli ultimi due sono fuori patria, ma tornano a Medjugorje qualche tempo, d’estate. Mirjana, ci ha edotto, soprattutto per l’apparizione del giorno dopo, il 2 novembre, che avverrà presso una gran costruzione nel “Cenacolo” di suor Elvira, sull’importanza della purificazione, con la confessione, con preghiere e digiuno. Dice anche che, per gli italiani, il digiuno è una prova molto difficile (a pane ed acqua), che non riescono a praticare.
Medjugorje rappresenta una grand’opportunità di conversione per l’uomo moderno, ciò si avverte in modo molto intenso.
Abbiamo anche, come nostra guida di gruppo, un giovane croato di nome Miki, il “capo” delle guide. E’ preparatissimo sugli avvenimenti degli ultimi 25 anni e fervente cattolico, cosa che mi colpisce molto. Ci racconta sinteticamente, anche lui, di come si sono svolti gli eventi, da quel primo incontro nel giugno 1981. 
Alle 17,30 andiamo in Chiesa per il rosario. Tutto il paese prega, la devozione è palpabile, i negozi vengono chiusi. Alle 18,00 si celebra la messa, officiata in varie lingue. Ma quando si prega in croato l’Ave Maria, mi assale un’ondata d’emozioni sopìte dal tempo….mi sovvengono le prime parole della preghiera “Sdrava Marja, milosti polvna, Gospod ….” che ci recitava tutte le sere, a me e mia sorella bambine, mio padre, profugo giuliano e studioso di lingue slave. Sia io che mia sorella l’avevamo imparata a memoria. Caro papà, ci ha inculcato, fin da piccole, il senso d’apertura ed universalità, insieme alle fondamenta della fede cristiana, anche in altre lingue! Che il Signore ti mantenga ancora sano per altrettanti anni!
Insieme con altri del gruppo riusciamo a confessarci da un francescano. E’ importante purificarsi per presentarsi al cospetto della Vergine, perché il giorno dopo, si deve essere al cenacolo alle ore 6,00 e occupare posto per l’apparizione straordinaria della Madonna alla veggente Mirjana!
Nel pomeriggio andiamo a visitare la comunità “Il Cenacolo” di suor Elvira, una bellissima struttura dedicata al recupero dei tossicodipendenti, con la preghiera. C’è un giardino, una chiesetta, un negozio ove sono venduti souvenir di legno, creta e pietra, fatti dai ragazzi, cd musicali ed altro, con i quali si sostenta il cenacolo. Ci sono i laboratori di falegnameria ove essi possono apprendere l’artigianato del legno. Abbiamo avuto un colloquio con due giovani, un milanese ed un croato, nel primo pomeriggio e per due ore hanno parlato della loro storia, raccontando della loro personale esperienza di recupero, sia della loro vita prima di entrare in comunità. Ci hanno descritto la loro giornata che inizia alle sei con un primo rosario e finisce alle 22,00 con il terzo rosario in cappella. Sono testimonianze toccanti e cariche di pathos che colpiscono e fanno riflettere sulla condizione odierna dei giovani, oppressi da forme d’incomunicabilità apparentemente senza vie d’uscita, in un mondo spesso deprivato d’ideali e di valori “sani”. E come invece, in questi luoghi, controllati strettamente da interferenze con l’esterno, riescano a trovare una loro via di salvezza nel lavoro artigianale supportato dalla preghiera continua, finché non si sentono abbastanza forti e “pronti” per rientrare di nuovo nella realtà del mondo esterno. 
La visita a Vicka, è stato un altro evento molto emozionante. Vicka è una delle veggenti che ha ricevuto nove segreti. Ripete, sempre sorridente, che la Madonna, con la quale ha tuttora colloqui ogni giorno, ci chiede il nostro aiuto con la preghiera quotidiana del rosario, con la lettura della Bibbia, anche di un solo verso ogni giorno, con il digiuno, il venerdì a pane e acqua. Vicka ci fa vivere momenti di forte emotività, non solo quando ci racconta dei messaggi e delle sue visioni eccezionali (ad esempio quando è stata portata a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno) ma anche quando chiude gli occhi e ci raccomanda tutti alla Madre celeste. In quest’occasione ho vissuto un’esperienza unica: ho visionato come in un film tutte le persone conosciute e /o amate durante l’arco di tutta la mia vita passata e presente, cercando di chiedere mentalmente perdono a quelle cui ho fatto del male o con le quali ho avuto conflitti o a cui ho provocato dolore e problemi.
Il 2 Novembre, giorno di commemorazione dei defunti, mi sono alzata presto, e sono andata direttamente alla grande struttura non ancora completata ove si sono raccolti i pellegrini per assistere all’apparizione. Il luogo è pieno di gente sin dalle prime ore del giorno e si riempie sempre di più, fino a che i pellegrini sono costretti ad occupare anche l’esterno. La gente aumenta via via in modo impressionante; l’interno è ormai stracarico e s’intravede, dalle finestre, una marea di persone in attesa, fuori. Canti, musiche e preghiere si succedono, finalmente, verso le 9,00 arriva la veggente, Mirjana, accompagnata dal marito, da Miki ed altri, a questo punto tutti vogliono vederla, lei s’inginocchia e prega. Cosa si vede? Solo la sua testa bionda in mezzo alla folla, la sua persona inginocchiata davanti ad una statua della Madonna.
Sono emozionatissima. Sento corrermi un brivido in tutto il corpo e le lacrime mi sgorgano spontanee. E’ indescrivibile l’atmosfera. Ci sentiamo privilegiati come diretti partecipanti ad un colloquio con la divinità. Dopo poco, ecco che Mirjana alza gli occhi con un’espressione beata e comincia ad interloquire con la figura della sua visione… Poi il suo viso si riga di lacrime, la sua espressione si fa triste. Non si sente nulla, il silenzio scende, cessano i canti e le preghiere. Dopo circa 10 minuti, Mirjana si fa il segno di croce e rimane in meditazione. L’apparizione si è conclusa. Poi scrive quanto è stato detto con la Vergine Maria. Intanto un frate legge alla folla, il contenuto del colloquio (un vero e proprio messaggio non c’è stato) e poi lo traduce in italiano.
“La Madonna ere triste e ha parlato con Mirijana di argomenti che non poteva riferire. Allora Mirjana ha chiesto di farci sapere nei nostri cuori, cosa possiamo fare per Lei, per consolarLa. Come risposta, la Madre Celeste ci ha ringraziato, ci ha benedetto tutti, con tutti gli oggetti sacri portati”.
Ciascuno di noi percepisce che il “messaggio” è rivolto anche direttamente a se stesso, in questi termini: cosa vorrà da me? Cosa posso fare per Lei?
La sera, prima di andare a letto, ho avvertito il bisogno di scrivere una breve lettera nel mio quadernetto d’appunti:
“Cara Madonna, mi dispiace che sei triste, quando una mamma piange cosa fanno i figli? La debbono consolare, però sono ancora più smarriti. Ti voglio consolare Mamma bella…. Dimmi come, o forse già lo so…. E’ una promessa…. e spero che l’Angelo custode mi aiuti ad essere forte e a mantenerla. Grazie per avermi ascoltato. Tua figlia Gabriella”.
La promessa da mantenere, per consolare la Vergine Maria, nell’intenzione del mio cuore, era quella di rispettare gli inviti continui che Lei ci chiede nei suoi messaggi: la preghiera di sette Ave, Padre e Gloria, il rosario e la lettura quotidiana di almeno un passo del Vangelo e il digiuno del venerdì a pane ed acqua. Ho collocato la lettera sotto il cuscino, convinta di avere un segno, una risposta perché nella camera ove ero ospitata, all’interno della casa di un veggente (Ivan), ero sicura che qualcosa sarebbe successo. Infatti, durante la notte, ho sognato la Madonna proprio così, nell’iconografia con la quale è rappresentata a Medjugorje, la sua figura era a mezzo busto, come se fosse affacciata ad una finestra. Nel sogno, la Vergine Maria mi ha annunciato che mi avrebbe dato un messaggio per le persone sole. Io aspetto, e mi viene ripetuto che questa comunicazione riguarda i “single”, cioè solo una categoria di persone, quindi tutti coloro che si trovano nella mia attuale situazione di vita. 
Poi mi sveglio, ma troppo presto, che peccato! Perché ancora non avevo ricevuto il contenuto del messaggio! Mi sovvengono alla memoria i sogni profetici fatti da personaggi importanti, richiamati nella Bibbia. Mi considero una privilegiata. Aver ricevuto questo sogno, così puntuale rispetto alla mia richiesta, credo abbia un valore simbolico grandissimo e annunciatore d’autentico feeling. Sogno premonitore, sogno che non si esaurisce e che ha bisogno di un seguito. Mi ha creato un’aspettativa. Ora, perciò, attendo un seguito presto, nel secondo…tempo. Quante volte ho desiderato e pregato per sognare Gesù, o almeno un angelo! Invece mai nulla!
Poiché si afferma che il vero pellegrinaggio inizia quando si ritorna alle proprie case, spero e credo che mi si chiarirà il contenuto del messaggio nel mio luogo abituale di vita e che mi si farà luce poco a poco, al ritorno. Ritengo questa testimonianza significativa perché dà concretezza a quanto c’è insegnato nel Vangelo: “bussa e ti sarà aperto” e ” chiedi e ti sarà dato”. E’ molto semplice ottenere che si realizzi l’assunto, basta solo crederci e avere il cuore puro e aperto alla fede! Ce la farò a recepire? Sarò degna?
Abbiamo avuto ancora altre esperienze molto pregnanti dal punto di vista spirituale, prima di ripartire, di cui siamo state testimoni. 
Al momento della partenza da Medjugorje abbiamo assistito al fenomeno del sole che “danza”.
E’ trascorso già un mese, sono attenta alle pratiche che Maria ci chiede, il digiuno è sempre più difficoltoso. Molte grazie mi sono pervenute nella vita quotidiana, per esempio sul lavoro, quando insegno, nei rapporti interpersonali, verso gli altri, e nelle mie attività ludiche preferite.
Quando poi riesco a digiunare, così come indicato dalla Vergine, ho la capacità di comprendere e “vedere” in un modo che non conoscevo e quindi che non riesco a descrivere, il fortissimo potere della Madre celeste che sconfigge Satana e sento la forza grandiosa della Madonna che mi trasmette nel fare bene e portare a compimento ogni cosa.
Questo pellegrinaggio mistico ha inciso profondamente nella mia vita, perciò ringrazio il Signore di avermi concesso quest’importante occasione per aver potuto mettere alla prova la mia fede e per avermi dato modo di accrescerla. 
Ringrazio Lia, che mi ha fatto piangere ascoltando la storia della sua vita, e tutti quanti.
Non ho ancora alcun’intuizione o indizio di quale sia il messaggio che devo avere come “persona sola”, però mi rimane forte il desiderio di tornare nei luoghi ove la Madre Celeste tuttora appare, luoghi sicuramente santi e molto speciali, dal momento che, all’atto della partenza ho visto, insieme con altri, il sole roteare e pulsare, ed è stato possibile fissarlo, ad occhi nudi e alle 15,00 del pomeriggio, ancora alto nel cielo, per un quarto d’ora, e senza danni alla vista. Un segno in più della potenza di Dio, nostro Signore e padrone del cielo e della terra! 
Tornerò presto a Medjugorje, perché la Madonna mi chiama e ho sete di sapere….. 

Gabriella Massarotti

Pellegrinaggio a Med (breve racconto)
Fonte :  http://www.7mates.com/it/racconti-di-viaggio/europa/bosnia-erzegovina/cantone-di-erzegovina-narenta/medjugorie/tre-giorni-a-medjugorje.html

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